AJA MARNEWECK

ANIMATAZINE

Aja Marneweck è Docente Senior e Responsabile del Laboratory of Kinetic Objects (LoKO) presso il Centre for Humanities Research, University of the Western Cape (Africa del Sud).
 
Il suo lavoro di ricerca coinvolge la disciplina creativa e discorsiva multimodale delle marionette come agente di trasformazione delle pratiche sociali, spirituali e culturali.

Titolare del primo Dottorato sudafricano in Practice as Research in Puppetry Performance intitolato Towards a Feminine Semiotic: Spiritual and Sexual Emergency in Women's Puppetry and Visual Performance. (Verso una semiotica femminile: emergenza spirituale e sessuale nella marionetta femminile e nella performance visiva).

È Direttrice creativa della Compagnia femminile di animismo e marionette The Paper Body Collective.
 
Dal 2014 è Direttrice creativa della Giant Puppet Parade, una collaborazione interdisciplinare su larga scala di arti marionettistiche pubbliche (creata nel 2010 in collaborazione tra il CHR alla UWC, Net vir Pret, e l'Handspring Puppet Trust), che si svolge ogni anno a Barrydale, nella provincia di Klein Karoo.
 
Si tratta di una collaborazione unica che permette al pubblico rurale e urbano e agli artisti di usare le marionette per impegnare questioni complesse di storia, patrimonio, terra, creatività, identità, potere, diritti ed ecologia.

COSA RAPPRESENTA L'ACQUA NEL SUO LAVORO ARTISTICO?

Pensando all'acqua e a ciò che essa rappresenta per me, mi sono resa conto che ha ispirato e fatto parte di quasi ogni mio progetto creativo negli ultimi ventidue anni.

L'acqua per me è molto più di una semplice rappresentazione: è un modo di essere, è una struttura, è un elemento vivo, l'acqua è una presenza che è parte della mia vita d’artista qui in Sud Africa.

Sono nata vicino all'oceano, passo molto tempo nell'acqua, l'acqua è molto presente nelle mie pratiche spirituali e artistiche quotidiane, l'acqua parla anche del mio modo di lavorare come artista. 

Quando ripenso a tutto il mio lavoro, osservo come sia sempre collaborativo, molto raramente lavoro da sola su un progetto: il senso di collaborazione tra più corpi è una cosa molto fluida per me, che mi fa pensare ai corpi d'acqua nel nostro mondo, alla fluidità dell'accumulo dei flussi, dei fiumi che scorrono e arrivano nell'oceano, a quel senso di flussi multipli che confluiscono in una fonte sconosciuta, in un crogiolo molto creativo: questo è davvero il modo con cui lavoro con i molti artisti che si uniscono a me. 

L'acqua per me è un'immersione profonda in aspetti diversi.

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Foto di Aja Marneweck - Swim, 2008

Il mio amore e la mia passione per l'acqua si estende dalla sua forma elementare così come nel tatto e nelle sensazioni che provocano i suoi diversi stati.

Il modo in cui lavoro con il Paper Body Collective, come marionettista, è sempre con forme multiple: lavoriamo con il multimedia e molto spesso ho scoperto che l'aspetto dell'acqua del mio lavoro è catturato attraverso il video, una possibilità di andare effettivamente nell'acqua per immergersi, per entrare nei paesaggi emotivi.

Il video mi dà l'opportunità di far emergere la parte inabitabile dell'acqua, la trama, il campo, immergendola nello spazio teatrale, in uno spazio che sembra non destinato per l’acqua, uno spazio che sembra non avere una fluidità evidente.
 
L'acqua per me è fluidità dell'essere, fluidità dell'identità, fluidità e immersione profonda nell'emozione. 

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Foto di Aja Marneweck - Maladamatjuate, 2004

Nel 2003 e 2004 ho creato uno spettacolo dal titolo Maladamatjuate con il Paper Body Collective, il gruppo informale di artisti con cui ho lavorato in molte produzioni, e abbiamo creato questo spettacolo usando il teatro di figura e il video multimediale.

Lo spettacolo riguardava l'icona della divinità dell'acqua chiamata Mami Wata.

Le divinità dell'acqua si trovano in tutto il continente africano, in molte delle diverse religioni del continente ci sono pratiche spirituali, Mami Wata si trova dal Benin e dal Togo fino allo Zambia e il Sud Africa.

E’ una storia davvero potente che ci indica come le immagini degli spiriti dell'acqua si siano spostate attraverso il continente, ma anche di come prendono forma sotto forma di sculture, di statuette, di marionette che raffigurano la madre acqua come una donna, una sirena ma con serpenti intorno al collo.

Abbiamo esplorato questa iconografia, l'immagine dell'incantatore di serpenti simile a Mami Wata, e le connessioni tra i diversi modi, le diverse migrazioni dell'immaginario e il significato di Mami Wata attraverso diversi paesi e attraverso diversi tempi e luoghi. 

Abbiamo creato uno spettacolo che ha esplorato la mitologia spirituale e anche la storiografia della madre acqua, coinvolgendo molteplici paesaggi dell'oceano.

Mami Wata è una sirena che si crede provenga dall'altra parte dell'oceano ed è venerata dall'oceano, quindi l'oceano è stato molto presente nell'immaginario e nel significato dello spettacolo.

Era anche una storia di viaggio, l'acqua per me riguardava il viaggio attraverso gli oceani, il modo in cui l'acqua ci permette di spostarci tra lo spazio e il tempo. 

E non solo spazio e tempo nel suo senso letterale: l'acqua illumina tutto, ci permette di muoverci per entrare in profondità con piogge che fanno saltare i confini tra la mente cosciente e l'inconscio, il subconscio.

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Foto di Don Cole, Mami Wata, circa 1987, opera di Zoumana Sane. Pigmento, vetro. Collezione di Herbert M. e Shelley Cole

Molto spesso per me e per i miei spettacoli l'acqua è dunque un elemento di ispirazione, che mi permette di lavorare con le marionette, non solo con la marionetta che parla alla nostra mente sveglia, ma con la parte della marionetta che parla alla nostra mente sognante.

Quindi in molti dei miei spettacoli e nel lavoro con le marionette, l'acqua è l'elemento del sogno: l'elemento del paesaggio onirico, degli spazi in movimento e dei sogni e degli spazi subconsci, e per me questi spazi subconsci sono profondamente radicati nel femminile, in una femminilità molto libidica e liminale e rivoluzionaria, una femminilità che riguarda la fluidità, una femminilità che non riguarda il genere, ma il desiderio, la sessualità, l'obiezione, i poteri, il flusso, la fluidità e i cicli.

Molto spesso le immagini che esploro si ricollegano all'acqua e alla femminilità, l'acqua e il corpo femminile, il corpo dell'acqua come correlato al corporeo femminile, molto spesso lavoro anche con l'immagine della luna: in uno spettacolo avevamo una vecchia marionetta della nonna che camminava davanti alla proiezione di una luna, poi quella luna è tornata in molti spettacoli che sono seguiti, e uno degli ultimi è stato Plot 99, in cui abbiamo esplorato la relazione tra acqua e spiritualità locale in Sud Africa, il legame che i sudafricani intrattengono in molte mitologie indigene, come quella degli Zulu, in cui la mitologia dell'acqua è presente nel culto degli antenati.

Lo spettacolo Plot 99 ha esplorato gli aspetti dell'acqua collegati al corpo femminile rivoluzionario, che emerge, attraverso la marionetta e il multimedia, in connessione con il corpo dell’acqua.

Si crede che l'acqua sia la casa degli antenati.

La casa del mandala degli spiriti dell'acqua è anche la casa degli antenati in Sudafrica e questo si trova in molte tradizioni africane, si crede che le sorelle abitino sotto il fiume, dentro l'oceano e così gli aspetti di quello spettacolo sono stati seguire il fiume ed esplorare quella profonda connessione attraverso il video filmato, e poi combinarlo con la maschera e il lavoro di marionette, per esplorare il corpo dei performer in relazione al video.

Quindi, i video mi hanno dato molto spazio per creare paesaggi visivi stratificati, per permetterci di entrare nei corpi d'acqua, non solo come rappresentazione, ma come un corpi viventi, l'acqua come uno spazio vivente. 

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Frame video tratto da Plot99 water video sequences 2011 - Di Aja Marneweck

Questo tema è presente anche nel mio lavoro con il Teatro di Figura di comunità, su larga scala.

Sono stata coinvolta attraverso il Centro per la Ricerca Umanistica e la sua piattaforma di Teatro di Figura che è il laboratorio di oggetti cinetici, per oltre un decennio in un progetto in una piccola città chiamata Barrydale nella provincia Klein Karoo del Sud Africa.

Uno dei temi principali che abbiamo sviluppato in una creazione del 2018, e che sta ancora continuando, perchè stiamo dando vita a quelle marionette anche quest'anno, è la nostra profonda preoccupazione per la conservazione dell'acqua: è un problema molto reale quello della siccità in Sud Africa, abbiamo più d'una volta dovuto affrontare la minaccia concreta del “giorno zero”, giorno in cui saranno completamente esaurite le risorse d’acqua.

Vivere in un paese dove abbiamo scarsità d'acqua e capire davvero cosa significa considerare l'acqua come una risorsa sacra e preziosa, porta un nuovo significato al nostro apprezzamento dell'acqua.

Abbiamo creato uno spettacolo dal titolo River and Redfin dove, abbiamo dato vita ad una marionetta gigante dello spirito del fiume Barrydale e abbiamo anche portato alla vita, in forma di marionette giganti, il pesce Redfin, che è un piccolo pesce, un pesce minuscolo, che si trova solo nella zona del Berrydale e che è sull'orlo dell'estinzione: è un pesce d'acqua dolce per il quale la comunità di questo piccolo paese prova un grande dolore, perché è stato una parte importante della vita locale e ha rappresentato tanto la conoscenza locale.

Così, con lo spettacolo, abbiamo creato un pesce Redfin gigante, per esprimere una consapevolezza urgente.

In River e Redfin abbiamo rappresentato il sentimento di separazione e di dolore all'interno della comunità: Berrydale, come molte piccole città del Sudafrica, mantiene ancora aspetti dell'eredità dell'apartheid della separazione tra bianchi e neri, tra classi, tra gruppi di identità razziali, è ancora infestata dalle divisioni.

La povertà in un lato nero della città, la ricchezza dell'altro lato bianco della città: il fiume è il punto in cui si traccia la linea di divisione.

Lo spettacolo ha esplorato il fiume non solo in quanto fiume, ma in quanto metafora, simbolo di unità e di celebrazione di una natura che dobbiamo sostenere, prendendoci cura del fiume.

Ma il fiume è anche un punto di frattura: molte comunità non bianche, multirazziali, vivevano insieme sul fiume, lo stesso che poi è diventato la linea di divisione che l'apartheid ha usato per rimuovere le famiglie di colore dalle rive del fiume, permettendo solo ai coloni e ai proprietari bianchi di possedere terre sul fiume.

Il progetto dello spettacolo è stato quindi anche un lavoro politico, una performance su chi abbia il diritto di possedere il fiume, su chi può dire che il fiume è di sua proprietà.

Il fiume appartiene a se stesso, appartiene alla natura, e tuttavia gran parte di esso ha un accesso limitato a causa di interferenze politiche che stabiliscono chi vi abbia diritto di accesso.

Lo spettacolo è diventato un laboratorio sociale sull'accesso alle acque come un diritto umano fondamentale da cui deriva l'assunzione di responsabilità per la conservazione: quando siamo separati dall'acqua non siamo in grado di prenderci la responsabilità necessaria per l'acqua.
 
L'acqua e la responsabilità di prendersi cura dei nostri fiumi appartiene ad ogni essere umano.

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River and Redfin, Barrydale Giant Puppet Parade, 2018

È un onore per me, mentre parliamo e pensiamo alle marionette e all'acqua e al potere dell'acqua, ricordare il mio collega Shane A. Petzer, che purtroppo è mancato improvvisamente l'anno scorso nel 2021. 

Shane ha lavorato con noi alla creazione di Riven Redfin, con l'organizzazione non-profit Net Vir Pret

Shane è stato il direttore di Net Vir Pret per molti anni e ha lavorato instancabilmente con questa organizzazione che ha collaborato con noi nelle produzioni di marionette per più di 10 anni. 

Shane è stato fondatore del Magpie Art Collective, con sede a Barrydale. 

Shane è stato il cuore del gruppo fondatore della Berrydale Giant Puppet Parade attraverso la parte del progetto che era l'accensione di un magnifico albero di Natale ogni anno, un albero creato come un'installazione scultorea rielaborando scarti e oggetti riciclati in magnifici pezzi d'arte.  

Quindi è un onore ricordare Shane e il lavoro che abbiamo fatto insieme, ricordando Riven Redfin e i nostri molti anni insieme sulla Berrydale Giant Puppet Parade con Net Vir Pret e il Center for Humanities Research all'Università del Western Cape in Sud Africa.

SHANE A. PETZER


 
 
Shane A. Petzer, attivista e artista impegnato in cause di giustizia sociale ha lasciato un vuoto in tutta la comunità del Barrydale.

Nel 1998 ha fondato, insieme a con Scott Hart, l’associazione Magpie Art Collective, impegnata in numerose iniziative di arti e istruzione nella città Karoo di Barrydale con i partner Net Vir Pret e Handspring Puppet Company.

Negli anni ’90 ha fondato il Sex Workers Education and Advocacy Taskforce, movimento di difesa dei diritti dei lavoratori del sesso per legittimare la professione, punto di riferimento per questa comunità in Sud Africa.

Nel suo percorso artistico ha esplorato il senso dell’etica nell’estetica, attraverso numerosi progetti ecologici di riuso di materiali in connessione con una pratica fondata sui benefici del fare attraverso la manipolazione manuale, trasmettendo una filosofia di vita e pratica artistica.

La risata era al centro del suo essere.

SHANE A. PETZER in ricordo

LINKOGRAFIA ESSENZIALE DI AJA MARNEWECK

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