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ADAMA TRAORÉ

Adama Traoré autore, regista, attore e drammaturgo, Professore all'Istituto Nazionale delle Arti, Conservatorio delle Arti e Multimedia Balla Fasséké Kouyaté, è originario di Sikasso, nel sud del Mali,

Cavaliere dlle Arti e Lettere della Francia e Cavaliere dell'Ordine Nazionale del Mali.

Nel 1994 fonda l'Associazione Culturale Acte SEPT per promuovere la cultura africana maliana e francofona, per assicurare la formazione ai mestieri della scena, delle arti e delle lettere, e che dal 1996 organizza ogni due anni il festival del Théâtre des Réalités di Sikasso.

Presidente della Coalition Malienne pour la Diversité Culturelle.

Presidente del FEDAMA, la Federazione degli Artisti del Mali che si batte per un riconoscimento dello statuto di artista e che attualmente raggruppa le corporazioni del teatro, musica, danza, cinema, letteratura, arti plastiche, fotografia e sta per accogliere marionette, moda, design.

Il Professore Traoré ci accompagna nello scoprire alcuni aspetti della cultura maliana rispetto alla marionetta e ai suoi legami con l’acqua, oltre che a introdurci agli aspetti più attuali della lotta che tutti gli artisti maliani sono chiamati oggi a compiere per la difesa e la salvaguardia delle arti e della loro libertà di espressione, oppresse dall’avanzata delle forze jihadiste.

QUALE RAPPORTO ESISTE TRA L'ACQUA, LA CULTURA DEL MALI E IL TEATRO DI MARIONETTE?

Per comprendere la cultura in Mali, dobbiamo tornare all'idea stessa della cosmogonia, il personaggio di Faaro che è il genio dell'acqua: c'è un rapporto con l'acqua come elemento purificatore.

In tutte le libagioni c'è la presenza dell'acqua e ci sono allo stesso tempo due mondi: il mondo visibile e il mondo invisibile.

Il mondo visibile è diviso tra coloro che sono sulla terra ferma e coloro che sono nell'elemento liquido, il fiume e il mare.

La marionetta serve come interrelazione o rappresentazione di questi diversi mondi.

Oltre a questo, le marionette che fanno delle rappresentazioni lungo le rive del fiume o sull'acqua con le piroghe, sono concepite a partire

da piante acquatiche che vengono recuperate e utilizzate in modo che il contatto con l'acqua non le rovini.

Adama Traoré
00:00 / 01:49

I Bozo sono concentrati in quello che si può chiamare l'Anello del Niger.

Questa zona ha conosciuto, la prima invasione al tempo della Diina di Sékou Amadou, il re dei Peuls, musulmano, teocratico, che quando è arrivato lì ha proscritto le marionette.

Come adesso, che è in corso una nuova invasione,

Le marionette, le Maanin, erano all'immagine di esseri umani, e siccome l'islam è una religione iconoclasta, hanno cominciato a voler proibirne la rappresentazione.

Ma c'è stata una resistenza: la gente si nascondeva sulle isole per fare le loro rappresentazioni di marionette.

Quando arrivò la colonizzazione, e i coloni dissero loro: "Dovete tirare fuori il vostro folclore!".

Cominciarono così a far uscire le maschere, ma era perché avevano paura del colonizzatore.

Con la Repubblica del Mali e l'Indipendenza, fu detto loro che per le celebrazioni dell'Indipendenza dovevano portare le marionette nei capoluoghi delle province e delle regioni.

I giovani Bozo hanno fatto delle maschere appositamente per questi eventi, e quando sono tornati le hanno gettate nel fiume, non le hanno riportate a casa, perché queste maschere non erano fatte per le pratiche musulmane.

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Faaro, genio dell'acqua, Popolo Bozo, Mali.
Faaro è una marionetta Sogo Bo che appare sotto forma di una sirena con lunghi capelli fluenti e una coda di pesce biforcuta. Le sue braccia corte ricordano le pinne laterali di un pesce. È vestita con un elaborato abito dipinto. La manopola visibile nella parte inferiore della marionetta è un resto di un'asta che veniva usata per sostenere e attivare questa figura non articolata. Raccolta nel villaggio di Gometago vicino a Segou, Mali nel 2008. Segou era il centro della tradizione delle marionette Sogo Bo e il sito di molti festival di maschere e marionette Sogo Bo fino a quando è stato invaso da militanti islamici che hanno distrutto molte marionette originali come questo esempio. Esposto allo SMA Fathers Museum of African Art Tenafly NJ 2009 e alla Free Library Gallery Philadelphia 2010. Legno, vernice. H 40in. Pubblicato in The Colorful Sogo Bo Puppets of Mali, p. 155, Fig 183. Questo libro include una storia delle marionette, fotografie dettagliate scattate dagli autori nell'atelier del famoso marionettista Sogo Bo YaYa Coulibaly, un gran numero di fotografie a colori di spettacoli di marionette Sogo Bo, e fotografie della collezione di marionette Sogo Bo degli autori (link ai crediti)

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Faaro, genio dell'acqua, Popolo Bozo, Mali.
Foto di Elisabeth den Otter, estratta per gentile sua concessione dalla pubblicazione Peuple de l’Eau. Les Bozos du Mali.
Elisabeth den Otter è un'antropologa olandese specializzata in musica non occidentale, danza e teatro di maschere e marionette.
Dal 1988-2003 è stata curatrice del dipartimento di etnomusicologia al Tropenmuseum/KIT (Royal Tropical Institute) di Amsterdam.
Dal 1990 fa ricerche in Mali, soprattutto a Kirango, un villaggio vicino a Segou. Ha pubblicato un libro: Sogo Bò. La fête des masques bamanan, 2002, con Mamadou Keita, oltre a diversi CD e DVD.
Il sito di Elisabeth den Otter è ricco di documenti e approfondimenti sul Popolo Bozo: elisabethdenotter.nl

Adama Traoré
00:00 / 02:46

Al di là dell'aspetto della purificazione dell'acqua, c’è anche un aspetto legato alla simbiosi con questo elemento.

Ci sono pratiche di marionette che sono legate all'acqua.

Per esempio, anche con questa religione musulmana, quando iniziano le feste del mese di Ramadan, i primi quindici giorni del mese, i giovani usano certe marionette per andare di concessione in concessione mostrando le loro marionette, le loro maschere.

La gente dà loro denaro o cibo, e alla fine del mese di Ramadan, i clan organizzano una grande festa tra di loro.

Siccome qui si usa mangiare con la mano, ogni persona tiene la sua prima fetta di pane nella mano sinistra e dopo il pasto, i giovani corrono a gettare questa prima fetta di pane nel fiume per il genio dell'acqua Faaro.

Questo significa che c'è un legame tra l'acqua e la popolazione, perché è grazie all'acqua che le colture alimentari possono crescere, è grazie all'acqua che i Bozo hanno ciò di cui hanno bisogno per vivere e commerciare con il pescato.

Le diverse forme di pesci che esistono, vengono ricreate con le marionette, che spesso sono delle abitabili con i manipolatori che sono dentro.

È così che i bambini, o quelli che non sono della cultura Bozo o Somono, che sono contadini che non vanno sull'acqua e che non conoscono l'acqua, possono imparare, guardare, vedere come sono i movimenti e gli attacchi di questo o quell’animale acquatico, che sia pesce o ippopotamo o coccodrillo, come si manipola e come si può spostare.

Quindi c'è questo legame formidabile, molto forte con l'acqua, perché in un certo senso è il mistero: non dimentichiamo che la marionetta è spesso chiamata, in molte di queste zone, Do, cioè "mistero".

Adama Traoré
00:00 / 02:09

Per comprendere il mondo di questi popoli, bisogna sapere che la morte è solo il passaggio da uno stadio all'altro: è il passaggio ad un'altra parte, ma non c'è una morte definitiva, gli antenati continuano a convivere con noi.

L'universo non si ferma a ciò che vediamo: esiste il mondo dei geni.

Ci sono molte storie, come: "Dio creatore una volta chiamò una coppia e disse: verrò a visitarvi. Così hanno pensato: abbiamo dei figli che non sono belli, che sono brutti, non li mostreremo a Dio. Dio è venuto, ha condiviso il mondo con loro, e siccome è onnisciente e sa tutto, quando è partito ha detto loro: siccome vi vergognate di questi bambini, farò in modo che ci sia una barriera tra voi e loro, e di tanto in tanto potranno venire a trovarvi."

Ecco dunque la spiegazione di questo mondo invisibile di geni che spesso riescono a possedere e a disturbare gli esseri umani che si trovano dall'altra parte della riva.

C'è il mondo degli antenati, c'è il mondo invisibile e tutti questi diversi mondi sono mondi paralleli, il passaggio tra un mondo e l'altro è permesso a certi grandi iniziati che possono andarci e possono usare le marionette, che aiutano lo spirito vitale a trasportarli, per passare da questo mondo a quell'altro.

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CAVALLO (so) e UCCELLO (kònò) su una piroga. Festival sur le Niger, Ségou, 2006
Foto di Elisabeth den Otter, estratta per gentile sua concessione dalla pubblicazione Peuple de l’Eau. Les Bozos du Mali.

Adama Traoré
00:00 / 00:52

Ora abbiamo seri problemi, perché c'è un grande aumento del radicalismo religioso e sono pochi quelli che accettano questa stessa concezione della vita.

Per questo la pratica della marionetta, a parte le marionette nei villaggi, dove è una tradizione, è rara.

Ci sono alcuni resistenti che continuano a farlo professionalmente - e anche lì, non hanno molti seguaci - ma ora, la marionetta è una pratica che, come si faceva prima, è seriamente minacciata.

Adama Traoré
00:00 / 02:24

Noi, (l’Associazione Acte Sept n.d.r.), siamo a favore della diversità culturale.
 
Abbiamo cercato di creare delle coalizioni per la diversità culturale in tutto il Mali per difendere le diverse pratiche legate alle diverse culture.
 
Chi fa marionette è incoraggiato, chi fa attività teatrali è incoraggiato, chi fa film è incoraggiato.

Siamo in un momento molto difficile.

In certe zone che sono state occupate dai jihadisti, tutte le manifestazioni artistiche sono state proibite, la gente non può più fare musica e ancor meno marionette, che sono considerate ancora in modo più grave, perché la religione non vuole rappresentazioni.

Abbiamo appena pubblicato un libro su cento cinque donne che purtroppo oggi sono più o meno minacciate: sono strumentiste e con il radicalismo religioso oggi non possono più vivere certi riti.
 
Così queste donne si sono affiancate agli aratori, nei campi, per intrattenerli con i loro canti e musiche.
 
E oggi questi aratori hanno appena ricevuto una sovvenzione, che li ha dotati di grandi trattori, così non hanno più bisogno di assumere molti uomini, e ancor meno di assumere strumentiste per incoraggiarli quando lavorano.

Così queste donne - ne abbiamo contate più di cento cinque in una sola regione, e ce ne sono molte altre - tra qualche anno cosa ne sarà di loro? E gli strumenti, anche questi spariranno con loro… 

Video documento del lancio del progetto FAMES, Femmes artistes, musiciennes, entrepreneures, social. Association Acte SEPT

In altre parti, per esempio, abbiamo potuto fare un film, grazie alla coalizione di Gao e Timbuctù, che erano sotto occupazione: abbiamo visto le persone gridare la loro disperazione.

Così abbiamo cercato di creare delle coalizioni e le coalizioni sono in ogni regione e ogni regione conosce la specificità e l'urgenza della lotta e crea il suo programma di attività e noi cerchiamo di capire come possiamo aiutarli, gli uni e gli altri, a realizzare i loro progetti.

Video documento Le Drapeau Noir au Nord du pays, Association Acte SEPT

Adama Traoré
00:00 / 02:45

Ad oggi, la FEDAMA è costituita dal teatro, la musica, la danza, il cinema, la letteratura, le arti plastiche e la fotografia. 
 
Dobbiamo provare a garantire a questi artisti uno statuto fiscale e previdenziale, perché se non hanno uno status e gli viene detto: "Sei un'azienda, devi pagare le tasse come qualsiasi altra azienda!", non va bene, si deve tener conto della specificità della pratica di ciascuno.
 
Non abbiamo sale coperte in Mali, e durante i tre mesi d'inverno per le regioni del sud non possiamo fare attività artistiche.

L'idea stessa dell'artista, che sia marionettista o costruttore di maschere o danzatore, tradizionalmente non presa come una professione: è la comunità che dà loro qualcosa.

È con il contatto con l'Europa, con la Francia e la colonizzazione, che si comincia a parlare del marionettista come professionista, si comincia a parlare del ballerino e così via, altrimenti si trattava di pratiche presenti nelle grandi manifestazioni, dopo i raccolti i villaggi decidevano di dare un po' del raccolto alle associazioni dei giovani, e queste associazioni dei giovani, prendevano il tempo per negoziare la fabbricazione di una marionetta o per aggiustare quelle che erano in cattivo stato, e poi organizzavano e offrivano giorni di festa a tutto il villaggio.

Adama Traoré
00:00 / 02:22

Il Ministero della Cultura del Mali ha un bilancio, sul totale di quello statale, che è dello 0,43% e il 90% è per il funzionamento del Ministero della Cultura.
 
Quindi per gli operatori artistici non statali non c'è nulla.
 
Gli artisti usciti dal ciclo comunitario, hanno rivolto lo sguardo verso l'Occidente, sono molto più conosciuti lì che nel nostro paese.

Oltre a questo, nei nuovi quartieri, non c'è più spazio per nulla, i luoghi che erano stati riservati ai giovani, alle attività artistiche e sportive, sono spazi che i predatori immobiliari stanno vendendo. 

A Kidal, c'era una casa che la cooperazione internazionale bilaterale con il Lussemburgo aveva creato, che era diventata un centro di animazione, e si cominciava già a vedere il numero di gruppi di hip hop e di musica moderna che erano sbocciati, e i giovani cominciavano a trovare piccoli lavori. 

Quando sono arrivati i jihadisti, hanno distrutto questa casa, l'hanno fatta saltare in aria: ora non hanno più lo studio di registrazione, gli strumenti musicali sono stati distrutti.
 
Ad alcune persone sono state tagliate le dita per non poter suonare e anche la musica delle suonerie dei telefoni è stata vietata.

Oggi, le pratiche tradizionali che si facevano a contatto con la comunità sono minacciate.
 
Il Ministero della Cultura non ha soldi per aiutare gli artisti a finanziare le loro creazioni.

I giovani che uscivano per andare in Europa, ora non escono più. 

Se non succede niente sarà una lenta ma reale condanna a morte.

Adama Traoré
00:00 / 01:31

C'è una scuola d'arte in Mali, l'INA e il Conservatorio.
 
I nostri strumenti tradizionali non vengono insegnati, perché il Ministro delle Finanze dice che per poter insegnare in queste scuole bisogna avere un diploma e i diplomi sono sono state dati a strumentisti che hanno imparato la chitarra spagnola in Europa, o che hanno imparato a suonare il pianoforte, ma quando tornano qui, non c'è una sola persona capace di accordare il pianoforte qui nel paese.
 
Queste persone hanno dei diplomi che permettono loro di insegnare, ma quelli che non hanno avuto un diploma, paradossalmente, sono presi come visiting professor in molti paesi d'Europa, d'America e un po' ovunque, sono grandissimi strumentisti tradizionali di cora, ngoni, balafon; ma loro non insegnano nelle nostre scuole.
 
È una situazione kafkiana.

Ci sono alcuni che sanno cosa vogliono fare, ma purtroppo spesso non hanno i mezzi.

Dobbiamo scervellarci ogni giorno per vedere che tipo di azione possiamo fare per dare una mano, per far sorridere la gente in certe zone in cui c’è grande angoscia.

Adama Traoré
00:00 / 01:45

C'è stato un programma europeo per sostenere la politica culturale del Mali, ma quando si sono verificati gli eventi di crisi, questo denaro è stato riassegnato alla sicurezza.
 
Continuo a dire ogni giorno che non si può vincere una guerra con i carri armati, che bisogna creare spazi di incontro e di dialogo, e credo che la gente risponda molto di più al richiamo degli strumenti musicali che a quello del kalashnikov o della moschea.

Quindi dovremmo cercare di aiutare questi artisti di talento in questi villaggi, ai quali viene impedito di praticare le loro arti e che stanno per morire e che purtroppo non hanno nessuno a cui tramandare il loro sapere.
 
I giovani oggi si allontanano da tutto questo, perché il loro desiderio è di andare o in Europa, attraversando il Sahara e il Mediterraneo, o di unirsi ai jihadisti.

Dobbiamo cambiare il paradigma, far capire alla gente che queste pratiche artistiche costruiscono e tessono relazioni umane e migliorano l'essere umano e che da tutto questo può nascere la speranza.

Oggi, l'UNESCO ha appena classificato uno dei più grandi strumenti del Mali, il m'bolon: ma quante persone suonano questo strumento oggi, e soprattutto, abbiamo messo in atto meccanismi di trasmissione della fabbricazione e del suono del m'bolon

Adama Traoré
00:00 / 02:53

Per esempio, possiamo far sì che i grandi strumentisti che sono qui con noi facciano del loro posto, del loro villaggio, della loro sala o della loro capanna, uno spazio riconosciuto dove la gente viene a ricevere formazione lì.

Tutte queste persone che fanno marionette sono persone che hanno una grande conoscenza della botanica.

Uno strumento musicale come il balafon, in tutta la regione di Sikasso nel sud, è fatto con legno morto, non si taglia mai un albero vivo per fare il balafon, bisogna cercare nella boscaglia, trovare un albero morto che si piega, che si taglia e si usa, ma non si uccide mai tradizionalmente un albero vivo per fare un balafon, non si fa!

I fabbri-falegnami sanno quando tagliare e che tipo di rami tagliare per cercare di fare le loro maschere o le loro marionette.

Questa conoscenza può aiutarci nella lotta contro il cambiamento climatico, perché queste sono persone che hanno una conoscenza della botanica. 

Siamo in zone dove si usano certi tipi di pesticidi, fertilizzanti e altro, che hanno causato il caos...
 
Oppure, in relazione alla coltivazione del cotone convenzionale, che ha bisogno di molta terra, non abbiamo lavorato per ottenere molta resa, abbiamo coltivato colture estensive senza cercare di migliorare la produttività, e questo porta alla deforestazione, che è il motivo per cui ora stiamo affrontando diversi problemi, e la scarsità di questi boschi è una minaccia alla produzione di cibo.

La scarsità di questi legni è anche una minaccia per la fabbricazione delle marionette  e delle maschere in generale, perché quasi tutto è stato tagliato, e quelli che fanno carbone o legna da ardere non fanno distinzione, tagliano tutti gli alberi, mentre ci sono alcuni alberi che impiegano anni e anni per crescere.

Adama Traoré
00:00 / 03:42

L'uomo è all'inizio e alla fine di tutto lo sviluppo.
 
E l'uomo si esprime attraverso le arti, sono le arti che ci aiutano ad avere questo sguardo su noi stessi e sull'altro.
 
Quando guardi l'altro o dici: "Ok, mi assomiglia, è come un altro me stesso", oppure pensi: "È il diavolo";

Da lì inizi a costruire la relazione che avrai con l'altro: una relazione di dominante e dominato? Una relazione egualitaria? O umile, dicendo a te stesso: "Guarda questo tipo, che vedo così… È capace di insegnarmi qualcosa…".

Per esempio, le marionette, i Maanin, sono piccoli dell'essere umano, quindi possono fare errori, ma questi errori devono portare l'essere supremo a capire e a dire a se stesso: "Questa cosa che ho costruito, di cui ho voluto essere il suo creatore, lei è dentro questo possibile livello di errore; così mi elevo al di sopra di questo, perché so che, in una relazione sociale, questo difetto creerà caos, e così rifletterò e farò in modo di non essere il portatore di questo non-valore, ma di portare un altro valore, molto più positivo...".

È una questione di come guardiamo noi stessi e del modo in cui guardiamo l'altra persona che ce la fa rispettare.
 
Questo sguardo ci fa sentire umili e ci diciamo: "Lui può darmi qualcosa!", e avendo questo atteggiamento, ci apriamo.

Ma oggi, più che mai con questo eurocentrismo, con i nuovi valori del consumismo che si creano: "Esisto perché pago, esisto perché ho dei conti in banca, esisto perché ho una carta di credito", non siamo più nella dimensione umana, è un altro livello, sono le norme che ingabbiano, è il supermercato.

Non sono le scarpe che si adattano ai piedi, sono i piedi che vengono tagliati per adattarsi alle scarpe.
 
È una violenza.

Vedo e conosco tutto quello con cui l'Italia ha contribuito alla cultura universale, tutti quei grandi architetti...
 
È questa visione e questa Europa che ci interessa, non l'Europa neoliberale, non l'Europa di Berlusconi.
 
Non ci interessa quell'Europa, non ci interessa quell'Italia...

Quello che penso sia fondamentale è incontrare la gente: poter scambiare, sapere com'è il tempo lì, e quali sogni hanno gli altri, cosa mi diranno, cosa dirò loro...
 
Anche un semplice saluto è molto importante, perché quando non hai nessuno da salutare, penso che questa sia povertà estrema.

Non è perché non ho niente nel mio frigorifero che sono povero. 

Ma quando non ho nessuno da salutare, è molto grave.

ANIMATAZINE INCONTRA ADAMA TRAORE
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Professor Adama Traoré

ASSOCIATION ACTE 7

Il campo della cultura in Mali ha conosciuto una svolta decisiva dopo l'avvento della democrazia nel 1991 con la creazione di alcuni movimenti associativi.

L’associazione Acte SEPT è nata a Bamako nel 1994.

Seguendo le orme della libertà di espressione, l'associazione mira a contribuire alla promozione della cultura maliana e a favorire lo sviluppo dei suoi membri attraverso attività artistiche e culturali.

Il nome dell'associazione ha un'origine e un significato singolare.

La parola "agire" testimonia la perseveranza, la vivacità e la diversità delle azioni intraprese dall'organizzazione.

La scelta del numero sette si riferisce ai numeri tre e quattro.

Il primo è riservato agli uomini nella filosofia maliana, mentre il secondo si riferisce alle donne.

Uomini e donne sono così uniti nella lotta per la cultura.

Il Festival Théâtre des Réalités di Sikasso propone creazioni teatrali e musicali internazionali.

Si svolge a Sikasso per presentare opere che sono radicate nella vita quotidiana del paese e che portano la speranza di un cambiamento sociale.

Gli spettacoli mirano sia a creare una vera scena teatrale africana sia a sensibilizzare il pubblico su temi come l'immigrazione clandestina, l'integrazione e l'unità africana e il neoliberalismo.

La prossima edizione si terrà a dicembre 2022.

La Federazione degli artisti del Mali (FEDAMA) riunisce tutte le cooperative di artisti.

Il suo obiettivo è di servire, riunire, rappresentare e promuovere i talenti degli artisti del Mali.

LINKOGRAFIA ESSENZIALE DI ADAMA TRAORÉ

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